Un album sulla guerra e sulla pace
Ausosa non nasce a tavolino. Nasce da anni di ascolto, di studio, di domande senza risposta facile. Il titolo è un termine latino che significa qualcosa di simile a "austera" — ma con una venatura di dolcezza nascosta, come certi monumenti siciliani che sembrano severi finché non ti avvicini e scopri le decorazioni nel dettaglio.
Il filo narrativo del disco percorre la storia umana attraverso i suoi momenti più estremi — il conflitto, la distruzione, il lutto, e poi la ricostruzione, la pace, la speranza. Non come commento politico, ma come esperienza emotiva. La musica come modo di fare i conti con quello che siamo capaci di fare, nel bene e nel male.
"Una narrazione interessante e più ambiziosa della stessa musica che la contiene. Echi di Pink Floyd, Moderat, Morricone, Einaudi e Metheny."
— Sergio Sciambra, Rockit.it
I nove brani
Ogni brano di Ausosa ha un titolo che porta il peso della storia: Mr Werran, Jebel Sahaba, Lus ad bellum, Deserere — nomi che evocano luoghi e concetti legati ai conflitti umani. E poi la svolta: Rides on, Bravado, Eirene's flowers — dove Eirene è la dea greca della pace — fino a Red e Colors drips on my face, immagini visive che chiudono il cerchio.
Le influenze
Ausosa è il disco in cui le influenze di una vita intera si fondono nel modo più naturale. C'è il Pink Floyd delle grandi architetture sonore, il Moderat dell'elettronica che non dimentica il calore, il Morricone della musica che racconta per immagini, l'Einaudi della semplicità apparente che nasconde profondità, il Metheny della chitarra come voce umana.
Tutto questo attraverso rock, fusion, elettronica e classica minimale — non come esperimento di genere, ma come linguaggio naturale di chi ha ascoltato tutto e vuole dire qualcosa di preciso.
"La musica di Di Mauro non si limita a commentare, ma produce senso. Una vera e propria esperienza sensoriale che dalle orecchie si trasmette al cervello, creando immagini vere e proprie."